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Elena Pantaleoni e La Stoppa

Elena Pantaleoni e La Stoppa

Ci addentriamo nelle colline piacentine, in Emilia Romagna, per scoprire una zona con caratteristiche uniche, nei pressi dell'Oltrepo', al confine con il basso Piemonte e i Colli Tortonesi, la Val Trebbiola. Incontriamo Elena Pantaleoni, titolare dell'azienda vitivinicola La Stoppa. La incontri mentre si prende cura delle sue viti, immersa nell'idillio della campagna, tra cani che scodinzolano, natura incontaminata ed uccellini che canticchiano. Elena custodisce da 22 anni il vigneto che ha ereditato, come un prezioso dono da proteggere, valorizzare e trasmettere.

Dovere o piacere ?

"Non so se questo lavoro l'ho scelto io o se mi ha scelta lui. Da quando ho iniziato a gestire l'azienda sono stata travolta da una passione che non si interrompe mai. Nella mia professione-passione non c'è distinzione tra vita privata e lavorativa. C'è una sovrapposizione totale tra lavoro e tempo libero, il tutto per trasmettere dei valori attraverso il vino. Mi piace sapere che dentro la bottiglia c'è un senso, una filosofia di vita."

Natura o tecnologia?

"Il mio istinto mi porta ad interagire con grande sensibilità nei confronti della natura : lei e' la mia socia di maggioranza!". Mi sento investita del ruolo di custode di questo territorio e i miei vini esprimono l'identità di questa terra, le sue caratteristiche peculiari, specifiche e direi davvero uniche. Per riuscire a trasmettere il gusto di questo locus amoenus attraverso il vino ho scelto di non essere interventista, niente prodotti chimici nè diserbi. Un atteggiamento che mi ha ripagato in termini di sanità della pianta. Il mio è approccio artigianale, i vini fermentano in cantina con i propri lieviti, la maggior parte non vengono filtrati. Prendo la materia prima dalla natura, e ho sempre un grande rispetto per questi vigneti, sono ben più vecchi di me, e spero che un giorno i miei nipoti vengano a lavorare qua".

Come comunica con i suoi clienti?

"Comunico attraverso il mio vino. Ogni anno cerco di capire cosa puo' dare questo posto, ad ogni vendemmia, secondo le variabili climatiche di ogni annata. Quest'anno sta andando bene. Ma sono sempre convinta che il vino nasca oltre che dalla terra, dall'esperienza, dalla pazienza e da una ricerca continua, i tempi sono lunghi e bisogna avere una prospettiva di lungo termine. Con i miei clienti ho sempre instaurato un rapporto diretto, basato sulla condivisione di una filosofia di vita. Il valore aggiunto è dato dalla naturalità di un prodotto unico, che si differenzia dagli altri."

Le nuove tecnologie, e in particolare Yourwineguru, che ruolo possono avere per chi produce vino?

"Yourwineguru può essere uno strumento di diffusione della conoscenza. Attraverso Internet possiamo far conoscere la magia del nostro territorio senza limiti nè confini. La tecnologia è un canale per fare arrivare il piacere di questi vini anche in luoghi lontani. Negli anni ho sempre puntato sul contatto diretto, ma l'idea che la filosofia del vino naturale possa essere trasmessa anche attraverso il web è uno stimolo ulteriore. Il vino, come tutti i prodotti, tanto più esiste ed ha un senso quanto più il suo piacere è condiviso e compartecipato."

Quant' è ambito il vino italiano all'estero?

"Moltissimo. Io mi confronto soprattutto con i mercati più evoluti, che cercano vini con buon rapporto qualità/prezzo pur provenendo da una zona non a tutti conosciuta. Dagli Stati Uniti al Canada al Giappone, all' Inghilterra, Germania, Francia. Vorrei che tutti conoscessero questa zona, anche la Cina, il Brasile e la Russia potrebbero apprezzare i vini di questo territorio, sono vini molto caratterizzati che racchiudono e trasmettono le grandi potenzialità della campagna piacentina?

Qual e' l' effetto di questi vini?

"Beh.. Afrodisiaco ! Ci si innamora subito?

Dulcis in fundo .. Il passito . Uno dei più apprezzati?

"Si, abbiamo vinto per diverse annate i 3 bicchieri del Gambero Rosso, che è come una laurea, ma anche molti altri premi. E' un passito particolare, la sua forza sta nell'equilibrio tra dolcezza e freschezza, acidità. Non e' mai stucchevole. Il suo gusto bilanciato fa si che il primo bicchiere invogli a berne ancora. Un vino naturalmente da dessert, che però si presta bene anche ad essere accompagnato con i formaggi, ma soprattutto un vino che non stanca mai.?

Il passito abbraccia la filosofia dello slow wine?

"Il passito è un vino sui generis, ha una destinazione mirata. Un vino da camino formidabile, da meditazione, da relax . Essendo un vino strutturato, andrebbe bevuto ad una temperatura di circa 14 gradi, alla famosa temperatura di cantina. Fin dai tempi di mio padre quando si voleva bere un gran vino lo si andava a prendere in cantina. Poi c'è stato il tentativo di avvicinare le persone al vino, mi rendo conto che spesso non si bada alla temperatura, lo si beve così come lo si trova, invece la temperatura ambiente non è mai la più indicata. I vini andrebbero bevuti con un minimo di preparazione. Per gustarne ed apprezzarne fino in fondo il sapore. Il vino è prima di tutto un alimento, con un valore aggiunto: quando lo bevi ti si illuminano gli occhi???. Gli occhi di Elena si illuminano mentre continua a parlare suo vino, che nasce da vigneti antichi, fermenta in modo spontaneo, e sorprende i palati che lo assaggiano, entrando in contatto con una natura incontaminata, che ha il sapore della genuinità e della spontaneità.

Per saperne di più

La Stoppa

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La Stoppa

A La Stoppa si produce vino dalla metà del 1800, quando l'Avvocato Giuseppe Ageno, originario di Genova, per primo scoprì le grandi potenzialità di questo territorio. Oggi, l'azienda, situata sui declivi della val Trebbiola, non lontano dal fiume Trebbia, in provincia di Piacenza

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